Dopo proteste, problemi e dibattiti, arrivano gli ispettori del Ministero al Conservatorio di Milano. Finalmente, il professore avrà l’opportunità di chiarire e di rendere noto alle autorità competenti il nucleo di questa sua “fraintesa” pedagogia della rupe.
Molto bene, non vedo l’ora… Che spieghi il professore, ricorrendo pure a tutte le
strategie didattiche che conosce (o dovrebbe conoscere) quale coerenza può rintracciarsi tra un’affermazione come:
“Alla Rupe Tarpea bisognerebbe tornare… altro che balle…non c’è più ‘selezione naturale’…stiamo decadendo geneticamente…questa la verità, piaccia non piaccia…ovviamente grande rispetto per i singoli dolori e situazioni personali, ma il discorso generale è questo…oggi una pseudoscienza autoreferenziale e senza bussole fa campare organismi che non lo dovrebbero”…
e la pretesa puntualizzazione del suo pensiero “malinteso”…
“Il mio era un riferimento al mondo antico, quando non c’erano i mezzi che abbiamo oggi e i soggetti più deboli soccombevano. Questo non vuol dire che io pensi che i disabili oggi dovrebbero essere gettati dalla Rupe Tarpea”.
E ancora, entrando più nello specifico, ci spieghi il docente di armonia, senza tergiversare, cosa intende esattamente quando afferma:
1) “non esiste più ‘selezione naturale’”
2) “stiamo decadendo geneticamente”
3) a cosa allude nel dettaglio quando parla di “pseudoscienza autoreferenziale e senza bussole”?
4) da ultimo, una curiosità meno epistemologica: quali sono gli “organismi” che non dovrebbero più “campare”?
Semplici domande, nessun livore! Joanne Maria Pini teorizza e io, se non altro per deformazione professionale, chiedo spiegazioni sulle pretese “verità” (così le chiama lui!) da cui pretende di derivare le aberrazioni che dalla rete alla carta stampata sono arrivate fino al Ministero…
Mentre rimango in attesa di spiegazioni, a proposito di stramberie in ambito biologico e genetico, apprendo – grazie a una segnalazione di Chiara Ceci - che si prepara un “Ottobre di fuoco per il Neodarwinismo”! Addirittura di fuoco? Accidenti! E quali (nuove?) tesi e teorie “incendiarie” avranno mai da proporre questi signori?
La curiosità monta, stemperata solo dall’attesa di apprendere le spiegazioni di un professore che, in quanto tale, dovrebbe essere in grado di suffragare con fatti ed evidenze – per lo meno di fronte ai propri studenti e alla comunità scientifica (oltre che agli ispettori ministeriali!) – le sue posizioni.
Nel caso in cui non ci riuscisse – come credo, visto l’inattendibilità scientifica di fondo di ogni sua pretesa “verità” – torno a suggerire a Joanne Maria Pini, non foss’altro per onestà intellettuale, di abbandonare l’insegnamento e dedicarsi – perché no? – a un po’ di volontariato… magari in una cooperativa per disabili. Non per rimediare o espiare. Ci mancherebbe. A ognuno il dovere di fare i conti con la propria coscienza… Lo consideri piuttosto come un corso di aggiornamento; così la prossima volta, se proprio si sentisse in dovere di dire la sua, quanto meno avrebbe una seppur vaga idea di chi e di cosa sta parlando…
Sono solo 4 domande, coraggio professore risponda…

