Razzisti in giunta e in cattedra…

Fino a che punto sarà sopportabile mascherare la propria indifferenza con la libertà di espressione altrui? Cosa dovrà succedere perché qualcuno si senta in dovere di alzare la testa e la voce contro il ritorno di proposte e tesi tanto infondate quando aberranti che ci si augurava sepolte una volta per tutte nell’archivio degli orrori della storia?

Difficile rispondere a queste domande quando si vede passare (quasi) sotto silenzio l’insana trovata di Giuseppe Pellegrino, assessore all’istruzione a Chieri,

Giuseppe Pellegrino, assessore all'istruzione di Chieri

in provincia di Torino. Già avvocato civilista, nonché console onorario della Repubblica Slovacca per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, lo zelante amministratore, in una seduta “aperta” del consiglio comunale del piccolo comune dell’astigiano, ha proposto che i disabili vengano allontanati dalle aule scolastiche e confinati in apposite comunità. La ragione? Non apprendono e disturbano…

E non c’è rischio di fraintendimento, con buona pace del suo sindaco Francesco Lancione, visto che il Pellegrino ha ribadito: “Qualche genitore si è sentito offeso? E perché mai? Ho detto soltanto quel che pensano tutti: quei ragazzi a scuola disturbano” (La Stampa).

Fingiamo, ma solo per un istante, di prendere sul serio le tesi di Pellegrino. Vogliamo davvero credere che il livello di preparazione – non di rado imbarazzante, più spesso mediocre, raramente dignitoso, eccezionalmente degno di nota – degli studenti che si iscrivono all’università sia da attribuire alla “disturbante” presenza di disabili nelle classi delle scuole elementari e superiori? Non siamo ridicoli…

E poi, che significa dire che “i disabili non apprendono”? I disabili apprendono eccome, ciascuno a suo modo, ciascuno facendo drammaticamente i conti con i propri limiti, e spesso con rara tenacia e passione. Non si tratta di buonismo a buon mercato, ma di conoscenza (diretta e indiretta) di ragazze e ragazzi che nella scuola dovrebbero trovare non tanto (e non solo) l’occasione di ingerire formule e date, quanto una concreta opportunità di integrazione e di relazione. Dovrebbero trovare il contesto e gli strumenti  (anche attraverso l’apprendimento di nozioni!) per costruirsi la massima autonomia possibile per la vita non facile che li attende.

E invece c’è ancora chi preferisce chiedersi se i “disabili” al terzo anno delle medie (o al quinto delle superiori) abbiano acquisito le conoscenze sufficienti per meritarsi il diploma… Sarebbe forse il caso  che queste rigorose vestali del merito dedicassero le loro attenzioni agli insegnanti, più che ai ragazzi… E magari, dando un senso ai loro quesiti, cominciassero a domandarsi: quanti tra gli insegnanti di sostegno sono all’altezza del loro compito? E ancora: per quanto tempo il “sostegno” è stato l’utile rimedio per docenti “vacanti” o persino incapaci? Tanto i disabili non si lamentano, vero?

Ma non c’è nemmeno il tempo di soffermarsi a riflettere magari sul fatto che il contatto con la “disabilità” costituisca un momento formativo e una educazione al rispetto dell’altro (nei fatti e non a parole!) per i cosiddetti “normodotati”, che vengo a sapere da Gianluca Nicoletti dell’esistenza di un raffinato esegeta dell’assessore piemontese. Si chiama Joanne Maria Pini

Joanne Maria Pini, docente al Conservatorio di Milano

Di chi si tratta? Per i dettagli rimando al documentato post di Eleonora Bianchini. A me basta sapere (e ricordare) che il signore in questione è un docente del Conservatorio di Milano. E quindi riportare di seguito alcune sue significative considerazioni comparse su Facebook, proprio a commento della polemica sollevata in quel di Chieri dal Pellegrino…

La diagnosi di un’epoca del prof. Joanne Maria :

“Stiamo vivendo nel periodo più triste della storia dell’umanità – tutto è innaturale – stiamo vivendo ‘contronatura’”.

[E’ il classico trucco argomentativo del “contro natura”: tipicamente utilizzato da chi pretende di trovare, al di là di ogni evidenza scientifica, un fondamento naturale alla propria opzione etica o morale in modo da squalificare come immorale (in quanto innaturale!) tutto ciò che non coincide con la sua pretesa idea di bene].

Il rimedio del prof. Joanne Maria Pini

“…Alla Rupe Tarpea bisognerebbe tornare…altro che balle…non c’è più ‘selezione naturale’…stiamo decadendo geneticamente…questa la verità, piaccia o non piaccia…ovviamente rispetto, grande rispetto per i singoli dolori e situzioni personali, ma il discorso generale è questo…oggi una pseudoscienza autorefezenziame e senza bussole fa campare organismi che non lo dovrebbero. Punto. Datemi pure del naziata, se volete, cosa che non sono: sono invece una persona che ragiona LIBERAMENTE.
Provate a proiettare la società occidentale di oggi tra qualche decennio e poi ditemi…

[Come anticipato, alla “Rupe Tarpea” si arriva in fretta, ma sulla base di affermazioni scientificamente insensate: “oggi non c’è più ‘selezione naturale'”, “stiamo decadendo geneticamente”. Il che non deve sorprendere, visto che, per sua stessa ammissione, il prof. Joanne Maria Pini dichiara di aver appreso che “la genetica viene prima della didattica” da suo padre “maestro elementare”… Insomma, una autorità in materia…].

Sono persuaso che gente come Pellegrino e Pini vadano quanto prima allontanati, in quanto socialmente pericolosi, dalle cariche (assessore il primo, docente il secondo) che indegnamente ricoprono. In questa direzione, mi associo di buon grado e rilancio l’iniziativa di scrivere ai seguenti indirizzi istituzionali dei due  interessati (gpellegrino@comune.chieri.to.it; joanne.maria.pini@consmilano.it) chiedendo esplicitamente le loro dimissioni!

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25 risposte a “Razzisti in giunta e in cattedra…

  1. Non aderisco alle “tesi” di Joanne Maria Pini, ma nondimeno ritengo ingiustificata la richiesta delle sue dimissioni. Differentemente dal ruolo istituzionale dell’assessore Pellegrino, ruolo in cui i suoi convincimenti possono chiaramente produrre un effetto fattuale e sgradito, ritengo che l’incarico didattico del professor Pini sia completamente indipendente dalle sue tesi in materia di etica e societa’. In questo senso assimilo la richiesta di dimissioni a un semplice abuso di liberta’ d’espressione ai fini della negazione della liberta’ d’espressione stessa, per quanto non gradita, di un altro soggetto.

  2. Posso essere d’accordo solo sul fatto che VIVIAMO CONTRO NATURA e aggiungerei CHE CE LO MERITIAMO, ma anche che stiamo molto meglio di prima, altro che periodo più triste dell’umanità.
    Questi due chi sono?
    Cosa vogliono?
    E che soluzioni portano?
    Ma che vadano a cagare.
    Che schifo, nessun moralismo, che schifo vedere questi VECCHI professori scaldasedia tumori della nazione. Che pena sentirli pontificare su cose di cui non sanno nulla con uno strumento che non sanno usare: il web.

  3. e questi sarebbero i normodotati?

  4. Caro Stefano, forse non ha presente cosa significa essere docente. Facciamo l’esempio che nella classe del sig. pini ci siano due ragazzi di cui uno “da rupe tarpea” anche se di conservatorio si parla, ritiene davvero che “l’incarico didattico del professor Pini sia completamente indipendente dalle sue tesi in materia di etica e societa”? E’ davvero sicuro di questo? Ci pensi bene …

  5. Pingback: ALLA RUPE TARPEA?

  6. Caro Domenico, ho ben presente che significa essere docente. Ritengo pero’ che, fino a prova contraria, supporre che il professor Pini professi le proprie “teorie” a lezione non sia conseguenza diretta del fatto che l’abbia fatto sulla rete. Se ci fosse una qualche evidenza del contrario sarei assolutamente d’accordo con Lei, e con gran parte dei commentatori, sul suo allontanamento.

  7. Avete visto la faccia del Prof. Joanne Maria Pini ? Si commenta da solo……………

  8. La cosa più interessante che si evince da questi sforzi di massificazione è che gli indignati non argomentano accusano, tutto ciò aiuta a comprendere che esiste solo e soltanto una lettura collettiva imperante ben impiantata, non si dialoga, si usano clisché ben inseriti nella materia grigia ( poca) di una collettività ormai spenta che vive solo di stereotipi.
    Sono felice comunque perché la Natura (Mater) nel suo vero e grande equilibrio annichilisce i comportameti che le vengono imposti.
    Gli insulti al Prof sono la comprova della incapacità di confrontarsi, di certo è più facile insultare e lapidare, non ci vuole un gran cervello.
    Qundi basta solo aspettare……. i primi segnali per chi è capace di vedere sono già in essere, almeno nell’evoluto occidente.

    • Cara “Materia Grigia”,
      può anche accadere che l’indignazione di persone offese o ferite nell’intimo da certe inconsulte e infondate esternazioni non prendano la forma di una ponderata e sistematica argomentazione. Ma non mi pare sia il caso della maggior parte dei commenti che ho letto in questa sede, e non solo. Certo non riguarda il mio post che, sebbene succintamente (dopotutto, non c’è bisogno di perderci troppo tempo!), indica alcune delle infondate premesse su cui tanto l’assessore quanto (soprattutto) il docente pretendono di poggiare le loro rispettive aberranti conclusioni. A proposito… vorrebbe dare una spiegazione razionale, possibilmente sostenuta su basi scientifiche, di alcune sue considerazioni/profezie come: ” Natura (Mater) [????] nel suo vero e grande equilibrio annichilisce i comportamenti che le vengono imposti” e “Quindi basta solo aspettare…i primi segnali per chi è capace di vedere sono già in essere, almeno nell’evoluto Occidente”?

      A proposito, attento alla punteggiatura! E Occidente (quando non indica semplicemente un riferimento geografico) preferirebbe la maiuscola…

  9. Mando il mio commento, se così si può chiamare, al suo indirizzo e-mail (joannemariapini@initlabor.net)

    per qualsiasi cosa abbia detto a proposito di quelli che lei ritiene disabili, si vada a nascondere.

    non si consideri esclusa: le disabilità possono arrivare in qualsiasi momento e senza nessuna avvisaglia. ha qualcuno su cui può fare affidamento in queste situazioni? qualcuno che, per esempio, possa portarla al conservatorio di milano in carrozzina?

    certe disabilità possono portare a morte veloce o lenta. in tutti gli altri casi, esimia, si può convivere in questo paese di merda ugualmente solo contando sulle proprie forze e non contando sullo stipendio che lei percepisce dallo stato con assoluta indifferenza.

    Non si consideri dunque esclusa dal rientrare in questa che lei ritiene una categoria da escludere dalla società.

    fortunatamente lei può disporre di un ottimo stipendio e pagarsi gli assistenti domiciliari, non è vero?

  10. Ho scritto ai questi due signori la seguente mail che esprime il mio pensiero:
    Vorrei accumunarvi in questa richiesta, benchè siate due persone differenti e ricopriate ruoli altrettanto diversi.
    Lasciate il vostro incarico a chi ritiene, forse furbescamente, di non far partecipe gli altri delle sue idee, lecite e democraticamente espresse, ma che ahimè contrastano gravemente col mandato che qualcun altro vi ha affidato.
    Ritengo che come educatori non siate qualificati, e non sicuramente per i vostri studi e la vostra esperienza, ma semplicemente perchè non volete svolgere la vostra funzione nei confronti di alcuni soggetti che ritenete non adatti al percorso di tutti gli altri.
    Anzi ritenete che tali soggetti debbano venire esclusi proprio nei luoghi dove sarebbero un arricchimento culturale e umano per la loro comunità.
    Senza questi requisiti di valore morale e di correttezza professionale, vi ritengo quindi inadatti ai vostri incarichi, come genitore e come cittadino, e vi esorto a presentare le vostre dimissioni, certo che sappiate comprendere il valore di tale scelta per il bene di tutti.

    Cordialmente
    Andrea Caso

  11. Pini da tempo scorazza sul web FARNETICANDO, questa spero sia l’ultima delle sue uscite.

  12. Io sono la mamma di un bimbo di 22 mesi con sindrome di Down.
    Vivo nel Regno Unito e qui c’e’ la possibilita’ di scegliere se inviare i nostri figli da rupe alla scuola pubblica o alla scuola speciale. Con i suoi pro e con i suoi contro…decisione difficile….
    vogliamo che i nostri figli si adeguino ad un’educazione ‘normale’ (ma cosa e’ la normalita’ caro mio signor professore?) oppure vogliamo che sia impartita loro un’educazione speciale, piu’ mirata? Queste non sono decisioni facili e solo un genitore lo puo’ fare non un chichessia che di educazione a questo punto non se ne intende molto….
    Io mi rivolgo personalmente al Maria Pini: mi auguro che Lei abbia dei figli sani e pro natura… mi auguro che per lei ci sia il bimbo naturale…altrimenti che fa? Caro il mio signore…Lei dalla vita deve imparare molte cose…sotto di lei non c’e’ una rupe…ma una voragine!

  13. Per me essere docente vuol dire credere in una prospettiva di crescita e miglioramento per le giovani persone di cui hai responsabilità. Ritengo, per questo, che non sia un lavoro che possa prescindere dalle convinzioni personali. Come ho già letto, probabilmente non può essere un lavoro per tutti.
    E’ desolante constatare, inoltre, che la diversità sia vista, proprio in quegli ambienti che dovrebbero forgiare i protagonisti di domani, un peso, una scocciatura, un disagio. Pensare LIBERAMENTE significa per me non lasciarsi andare a qualsiasi commento, ma combattere anche i modi cronici di pensare il diverso. Penso a quando la mia maestra mi raccontava di Beethoven, Van Gogh, Cicerone – vivo e vegeto all’epoca dell’utilizzo della rupe Tarpea. Il “professore” a proposito dovrebbe studiare meglio la storia… dato il ruolo. A casa mia si è sempre insegnato di parlare solo di ciò che si conosce bene. Leggere i libri dai titoli irripetibili non significa diventare esperti di cosa sia naturale o meno. Cosa poi sia natura al giorno d’oggi forse solo il “professore” pare saperlo. Eppure nulla di ciò ci circonda è orami naturale. Dalle case alle cose, dal paesaggio alle persone.
    I bambini oramai nascono per lo più dopo mesi di assistenza medica e in strutture ospedaliere. Ci si reca da un luogo a un altro utilizzando mezzi pubblici. Si comunicano i nostri pensieri utilizzando computers. La musica, poi, si produce attraverso “strumenti” molti dei quali sofisticatissimi (quantomeno nella produzione). Auguro al professore di tornare a un pensiero “naturale”; secondo Darwin proprio i soggetti diversi sono riusciti a emergere, sopravvivere e originare le biodiversità attuali.

  14. Il dibattito prosegue, la notizia si diffonde… E’ bene che la gente sappia e rifletta, “liberamente” (come dice qualcuno…), su temi e problemi sui quali si giocano i diritti degli individui, e in questo caso soprattutto di individui talvolta meno in grado di pretendere e raggiungere la visibilità e l’attenzione (pubblica e istituzionale) che meritano:

    http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_settembre_29/disabili-scuola-rupe-tarpea_2e713a40-cb8e-11df-a93d-00144f02aabe.shtml

  15. Non stupisce questa posizione, perchè non è nient’altro che la conseguenza diretta della nostra società, della politica, della cultura che imperversa oggi. A mio parere le disabilità è una risorsa per tutti, ma andrebbe vista come tale e non come impedimento.
    Non dobbiamo però condannare la sincerità di questo professore, tante altre persone nel mondo della scuola, nel mondo del lavoro pensano esattamente le stesse cose ma non hanno il coraggio di ammetterlo.

  16. Gent.mo Marco, in merito al tuo intervento mi permetto solo alcune considerazioni:
    Anche Hitler era prodotto della società del suo tempo; “sincero” e “coraggioso” quando scriveva e divulgava le su idee. Non per questo lo giustificherei.
    Riesco ad accogliere l’esistenza di punti di vista diversi dai miei. Bisogna avere, tuttavia, la libertà di distinguere, pensare e affermare ciò che giusto da ciò che è sbagliato. In merito a JMP lo troverei sincero, coraggioso e coerente se prendesse coscienza del fatto di essere “Liberamente” incapace di considerare i suoi allievi diversamente abili alla stessa stregua degli altri, anzi parte integrante della “naturale anormalità “. Ne prenda atto e abbia il coraggio di agire di conseguenza.
    Avrei capito e accettato la difficoltà di chi si sente turbato dalla diversità, dal sostenere l’insegnamento in situazioni di difficoltà, dall’umana difficoltà si sentirsi inadeguati di fronte a situazioni, a volte davvero difficili. Avrei capito lo sfogo per la mancanza di strutture e sostegni adeguati per chi con la diversità deve convivere, lavorare, interagire. Avrei capito la necessità di discutere, infine, senza posizioni aprioristicamente contrarie di centri specializzati di supporto per queste persone e per i loro famigliari. Molto dipende dai casi concreti. Ma dal centro specializzato, al ghetto e alla “rupe” c’é una distanza infinita. Quello che infastidisce è che JMP, quasi “cadendo dal pero”, trovi sconcertante essere assimilato ai nazisti. Credo in tutta libertà che il “professore” debba affinare le sue conoscenze di Storia Moderna.

  17. Grazie per le notizie freschissime e per la qualità dei post, Complimenti.
    Da NotitiAE… Link http://notitiae.wordpress.com

  18. L’assessore Pellegrino ha smentito il messaggio riportato dalla stampa, definendolo una manipolazione, rispondendo con una mail diretta tutti quelli che l’hanno sollecitato, più o meno urbanamente a togliersi dall’incarico.
    Riporto uno stralcio di quanto inviatomi, che ritengo plausibile con la sua buona fede, quindi ritengo infondata un suo accostamento con posizioni da ghetto quali quelle di JMP.

    «Sull’handicap bisognerebbe fare una valutazione di carattere più generale. Ci sono delle situazioni, mi è stato riferito dai dirigenti scolastici, di handicap no fisico ma mentale talmente grave che il soggetto è assolutamente impossibilitato ad una integrazione perché è un soggetto che va soltanto avanti e indietro nei corridoi prendendo a calci e pugni i muri con la necessità di due persone che gli stiano vicino e che stiano attente affinché questo soggetto non si faccia male. Bene questa non è assolutamente una soluzione anche se la legge lo prevede, una soluzione idonea a quel ragazzo, quel ragazzo dovrebbe essere inserito in un diverso sistema di tipo socio assistenziale e di cura addirittura. Questo non avviene ma di certo questa non è una carenza del Comune».
    (Alcune dichiarazioni di Giuseppe Pellegrino sul tema dell’handicap tratte dalla trascrizione della registrazione del Consiglio comunale del 21 settembre)
    Dal sito di ChieriOggi

  19. Dopo tutti questi sviluppi vine quasi d adire che “Non è un paese per umarells”

  20. Dopo tutti questi sviluppi vine quasi da dire che “Non è un paese per umarells”

  21. Tra le aberrazioni sfolgoranti del prof JMP, c’è anche quella distorta concezione della famigerata ‘Rupe Tarpea’. A tal proposito vi riporto un brano tratto dall’articolo ‘Rupe Tarpea’, di Massimo Gramellini, pubblicato su La Stampa di oggi, 30/09/10:
    (…) Lui è «una persona che ragiona liberamente» e, ragionando ragionando, scrive: «Prima della didattica viene la genetica».
    Che peccato. Perché se invece fosse venuta prima la didattica, durante il suo lungo corso di studi il professore avrebbe imparato che dalla Rupe Tarpea i romani non gettavano i disabili, ma i traditori della patria. Era a Sparta che selezionavano la razza abbandonandone i frutti meno ortodossi sul monte Taigete. E poiché la cultura è come le ciliegie e ogni nozione se ne tira dietro un’altra, il prof avrebbe potuto riflettere sul destino singolare degli spartani, che – unici nel mondo greco – non hanno lasciato all’umanità uno scultore, un architetto, un filosofo, un musicista. Non sarà che, a furia di «spuntare» quelli che ritenevano imperfetti, si ritrovarono con una massa di bietoloni allergici al nuovo e al diverso come certi contemporanei?
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

  22. vorrei dire che sono inorridita, soprattutto perchè certi pensieri hanno sfiorato anche me quando mi sono trovata a considerare una interruzione di gravidanza “terapeutica” e il fastidio che mi provoca riandare a quei momenti mi induce a scacciarne il ricordo istantaneamente.
    Il mio bambino “imperfetto” – non normale, come qualcuno mi ha ricordato pochi giorni fa – ha incontrato sul suo cammino scolastico insegnanti che hanno cercato di insegnargli a socializzare, soprattutto, e ad essere il più possibile autonomo, cosa per lui non semplice. Lui le ha ricambiate tutte con un’affettuosità disarmante e sincera, con i suoi sorrisi preziosi di bambino già messo a dura prova dal fato, e con lo stupore che si tramuta in gioia incontenibile ogni volta che uno sforzo si rivela una conquista.
    Se alla nascita la chirurgia non fosse intervenuta non sarebbe sopravvissuto alla prima settimana. E’ stato sbagliato salvarlo? avremmo dovuto lasciare che la natura concludesse molto velocemente quel ciclo di vita a cui ci aveva ammessi? E’ giusto che i progressi della medicina intervengano a correggere gli errori di madre (madre?) natura?
    A suo tempo, quando a queste domande dovevo trovare una risposta che mi salvasse dalla tragedia, pensai che ragionando secondo un principio eugenetico, sarei stata costretta a fronteggiare situazioni surreali. Così chiederei al Maestro Joanne MAria Pini quel che mi chiesi allora: se l’eugenetica deve essere il nostro principio ispiratore, come mi sentirei se, andando dal medico per una banalità come potrebbe essere adesso un’infezione alla gola, invece di prescrivermi un antibiotico ad ampio spettro che potesse eventualmente difendermi dallo streptococco o da altri batteri altrettanto antipatici e, hai visto mai, fatali, mi dicesse di lasciar fare alla selezione naturale? “Torni a casa, si metta a letto e aspetti. Se il suo patrimonio genetico è abbastanza forte e pertanto meritevole di riprodursi non soccomberà, con grande guadagno delle generazioni future. Se invece il suo patrimonio genetico è debole, di lei e del suo retaggio scadente non resterà traccia che possa pregiudicare la perfezione dei nostri discendenti…” Anche questa è eugenetica, chissà se il padre maestro elementare l’aveva spiegato al Maestro Pini…

  23. Ci risiamo. Una verde bor(i)a soffia, idrofoba, da Nord Est. Il presidente della Provincia di Udine Fontanini dichiara che gli alunni disabili “ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati”.
    E’ lei, signor presidente, a trovarsi un tantino in ritardo. Sulla Costituzione, per esempio. Così dicendo, e così facendo, non fa altro che rallentare la Democrazia e il senso di una vita sociale partecipata, condivisa, solidale e perciò stesso ricca della/nella sua complessità. Che intende fare? Finita la scuola ha in mente di fabbricare un mondo ‘differenziato’ nel quale catapultare definitivamente quesi ragazzi, onde evitare un rallentamento sulla Salerno-Reggio Calabria delle magnifiche sorti e progressive di questo ipotetico Paese o Pianeta o Universo? Be’, direi che la sua idea le calza a pennello: potremmo differenziare lei, signor presidente. Ma c’è speranza di recupero?
    http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/scuola-classi-differenziate-per-i-disabili-bufera-sul-leghista-fontanini/2579916?ref=HREC1-8#commentatutti

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